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Il Consolato Territoriale di Bologna - Modena - Ferrara - Reggio Emilia promuove le eccellenze enogastronomiche del territorio.

 

 

 

 

20 gennaio 2024 Ristorante Cuoco di Latta

Ristorante Cuoco di Latta - Bologna

"fritto misto alla Piemontese"

Tenendo conto delle richieste di molti Soci, il nostro primo incontro del 2024 è stato al Ristorante Cuoco di Latta (ormai è diventata una consuetudine aprire l'anno Gourmet con un pranzo in questo ottimo Ristorante).

Lo chef Alessandro Tavernier, piemontese Doc, asseconda sempre i nostri desideri anche se le nostre richieste sono dei fuori Menù.

Quest'anno il pranzo si è basato sul famoso "Fritto Misto alla Piemontese" composto da Verdure, Carni e Frutta.

Siamo consapevoli che per tante persone non è stato semplice per la brigata di cucina, ma come al solito il servizio è stato perfetto sia nei tempi di uscita delle varie portate servite sempre calde sia per l'esecuzione delle stesse, intervallando abilmente carne e verdure che abbiamo abbinato a tre deliziose salse; infine abbiamo terminato con la classica frutta fritta.

Prima di affrontare il fritto ci è stato servito come antipasto un Bun con Salsiccia di Bra e Spuma di Robiola di Roccaverano.

I vari passaggi del fritto sono stati in ordine di uscita:

Patate, Coniglio, Zucchine, Manzo di Fassona,Cipolle Rosse, Broccoli, Cavolfiore, Animelle, Peperoni, Verze, Coppone di maiale, Finocchio, Agnello, Cotechino.

Salse: Bagnet verde, Peperoni gialli, Patate cetrioli e maionese.

Crema, Pere, Banane, Mele, Amaretti.

Al termine del pranzo Alessandro Tavernier ha risposto alle nostre domande sulla preparazione dei fritti e ci ha parlato di come vengono smaltiti gli olii esausti e del loro riutilizzo.

Che dire? Chapeaux.

Bravi tutti in particolare lo chef che gestisce al meglio la brigata di cucina e al personale di sala capitanati da Gianluca.

Arrivederci al prossimo anno con nuove degustazioni (naturalmente fuori menù !!!!!!!).

Ernesto Amaducci

18 novembre 2023 Ristorante La Lumira

Ristorante La Lumira - Castelfranco Emilia (MO)

Vini Cantina della Volta - Bomporto (MO)

In data 18 novembre i Soci U.E.G. del Consolato di Bologna si sono incontrati per l'ultima Conviviale del 2023.

Per l'occasione è stata scelta su suggerimento di diversi Soci il locale La Lumira gestito da Carlo Alberto Borsarini a Castelfranco Emilia che ci ha proposto piatti della tradizione Emiliana.

Ampia soddisfazione per quanto degustato in modo particolare per la Torta di Riso che ha ricordato i sapori della nostra infanzia quando veniva preparata dalle nostre mamme o nonne in occasione di festività particolari/matrimoni o per gli addobbi della Parrocchia di appartenenza.

Anche i vini scelti per l'abbinamento con i piatti hanno parlato di territorio:

abbiamo avuto il piacere della presenza della Signora Angela Sini Amministratore Delegato della pluripremiata Cantina della Volta di Bomporto che ci ha illustrato le loro caratteristiche.

La Signora Sini è Membro dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino e insieme a lei abbiamo riservato un momento per ricordare la scomparsa della loro Socia siciliana Marisa Leo uccisa a soli 39 anni dall'ex compagno.

Gli incontri presso questo Ristorante al confine tra Bologna e Modena sono sempre di valore anche per il servizio/accoglienza che Carlo Alberto e la moglie Concetta, insieme al loro staff, riservano ai clienti.

Si è anche parlato dei programmi per i primi mesi del 2024 e ci siamo fatti gli Auguri per le Festività con largo anticipo.

23 settembre 2023 Conviviale di fine estate

Cantina COSTARIPA - Moniga del Garda

Ristorante Antica Contrada - Sirmione

Per riprendere le nostre attività U.E.G. dopo le vacanze estive, la conviviale del mese di settembre ci ha portato questa volta nella zona bresciana del lago di Garda.

La giornata è iniziata con la visita alla prestigiosa Cantina Costaripa a Moniga del Garda di Mattia Vezzola (che alcuni di noi hanno avuto la fortuna di conoscere come relatore durante il nostro Gran Convegno Nazionale tenutosi a Cison di Valmarino nel 2018) che ci ha accolti parlandoci della sua storia personale e della cantina con la consueta professionalità e simpatia che lo contraddistingue.

Il suo giovane e bravissimo collaboratore Francesco ci ha guidati prima nei locali della cantina e poi in una degustazione di alcuni dei loro vini: Rosa Mara Valtènesi, MAIM 2018 Valtènesi, Brut Rosè s.a. metodo classico e Grande Annata Brut metodo classico.

Non sono mancati cenni sull'influenza del clima sul territorio e sui vitigni coltivati in particolare sul Groppello.

Ci siamo spostati poi di pochi chilometri per il pranzo all'Antica Trattoria Contrada a Sirmione dove il titolare Signor Massimo Bocchio ci ha proposto un menù a base di pesci di lago con l'abbinamento di vini della Cantina Perla del Garda.

Questa conviviale è stata anche l'occasione per presentare i nuovi Soci Federica Biagetti e Rosario Troiano consegnando loro anche il Pin e la tessera Socio dell'U.E.G. e di fare insieme ai Soci presenti una sorta di programmazione delle attività del primo semestre del prossimo anno.

Vista la splendida giornata al termine del pranzo abbiamo fatto una breve passeggiata potendo godere del clima mite di questa parte Sud del Lago.

27 maggio 2023 Masterclass - l'Incontro di Carpi

Masterclass vini Vie di Romans

Pranzo Ristorante l'Incontro di Carpi

27 maggio 2023

L'ultima conviviale del primo semestre 2023 del Consolato di Bologna dell'Union Européenne des Gourmets è stata dedicata a un'Azienda Vinicola tra le più interessanti del Friuli Venezia Giulia: Vie di Romans situata a Mariano del Friuli in provincia di Gorizia.

L’impegno della famiglia Gallo nel mondo della vite e del vino è iniziato oltre un secolo fa e si è manifestato nel tempo attraverso il lavoro e la dedizione di persone quali Basilio, Stelio, Gianfranco e i loro familiari.

Dal 1978 l’azienda è condotta da Gianfranco che attraverso rigorose e audaci scelte viticole, unite ad un’attenta interpretazione enologica ha affermato uno stile qualitativo di grande personalità, che ha contraddistinto l’azienda nell’ultimo ventennio.

Tappe importanti di questo ultimo percorso storico sono state: nel 1978 primo imbottigliamento e prima etichetta commerciale, 1982 inizio di un ciclo di ammodernamento viticolo rivolto all’alta qualità, 1989 la realizzazione della nuova cantina costruita su tre piani, 1990 vinificazione delle uve distinte per cru di provenienza, 1992 uscita commerciale dell’annata ’90 e da questa data in poi i vini bianchi vengono sempre commercializzati due anni dopo la vendemmia.

Alcuni di noi conoscevano già questa Cantina per l'eccellenza dei vini che producono, ma è stato sicuramente molto interessante, dopo un piccolo aperitivo e prima del pranzo, seguire una Masterclass tenuta direttamente dal titolare Signor Gianfranco Gallo, accompagnato dalla moglie Signora Franca, che ci ha fatto la sorpresa di partecipare al nostro incontro. Oltre a fare una descrizione dei vini che abbiamo avuto il piacere di degustare non è mancata la presentazione dell'azienda, del territorio e dei vitigni con la loro storia. E' seguito poi il pranzo con i piatti che ci hanno proposto gli Amici Gianfranco Zinani, Luciana Toni e lo Chef Carlo Gozzi abbinati con altri vini della stessa Azienda. Alla Conviviale ha partecipato anche il giornalista Dr. Fabrizio Stermieri con il quale è stato interessante e stimolante avere uno scambio di opinioni sulla situazione eno-gastronomica del nostro territorio. Devo dire che avere a che fare con dei veri professionisti rende tutto più facile, come al solito la scelta del Ristorante l'Incontro di Carpi è vincente sia per la qualità di quanto ci viene proposto che per i rapporti ormai amicali che si sono instaurati; ringrazio quindi ancora una volta Gianfranco e tutto il suo staff anche per l'accoglienza dedicataci.

15 aprile 2023 Gita nel Ferrarese

Alla corte degli Este

La giornata programmata per sabato 15 aprile del Consolato di Bologna dell'Union Européenne des Gourmets ci ha portato ai tempi degli splendori della corte degli Este, quindi in epoca rinascimentale.

Naturalmente il nostro interesse è stato principalmente per alcuni piatti e prodotti presenti sulle tavole dei famosi banchetti offerti dalla Corte agli ospiti importanti che la frequentavano.

Per fare questo abbiamo iniziato il nostro "studio" avvalendoci della professionalità del Signor Lorenzo Rizzieri, del quale ci ha colpito in particolare la sua competenza e ci ha fatto conoscere i principi cardine della sua filosofia di filiera: sostenibilità, allevamenti non intensivi, non utilizzo chimica di sintesi.

Il Signor Lorenzo produce anche la Salama da sugo e durante la visita al suo laboratorio, ce ne ha illustrato la storia e il metodo di preparazione e stagionatura.

Ci ha fatto assaggiare la salama da taglio che viene consumata cruda, e per alcuni di noi è stata una vera e propria sorpresa, in quanto abituati a consumarla cotta come abbiamo poi fatto al Ristorante. Le origini del nome di questo salume si perdono nella notte dei tempi, compare per la prima volta in una lettera di Lorenzo de' Medici al Duca Ercole I d'Este, in cui il Magnifico lo ringrazia per la "salama da sugo che gli è giunta graditissima".

Altra curiosità della giornata è stata la conoscenza del Caviale Ferrarese: ce ne ha parlato la Signora Cristina Maresi che, pare unica al mondo, porti avanti una preziosa e antica tradizione: quella del "Caviale cotto".

Il Caviale Ferrarese è un caviale di storione unico al mondo, preparato secondo un’antica ricetta rinascimentale, risalente ai fasti della corte dei Duchi d’Este, in particolare di Alfonso I d’Este, marito della celeberrima e bellissima Lucrezia Borgia. La ricetta venne elaborata dal suo Scalco, il celebre cuoco Cristoforo di Messisbugo. A quell’epoca gli storioni erano estremamente abbondanti nel Po ed i Duchi di Ferrara erano costantemente alla ricerca di prelibatezza da servire ai più grandi reali d’Europa, nei sontuosi banchetti che servivano ad intrecciare le loro reti diplomatiche.

Il Caviale Ferrarese, a differenza degli altri caviali, che sono crudi, è sottoposto ad una complessa e delicata cottura al forno che ne esalta le caratteristiche organolettiche aggiungendo sapori e delicatezza. Si tratta di un caviale cotto e conservato sott'olio che ha un gusto particolarmente delicato, per la salatura molto modesta, paragonabile ai migliori "malossol". E' rimasto a lungo una delle delizie culinarie più famose di Ferrara, fino alla metà del secolo scorso, quando a causa del diradarsi degli storioni e della scomparsa del negozio di gastronomia Ferrarese che deteneva la segretissima ricetta, il caviale Ferrarese è scomparso per quasi mezzo secolo. Oggi il caviale Ferrarese rivive tramite la rocambolesca riscoperta della ricetta originale, l'utilizzo di storioni di allevamento di alta qualità, provenienti da un primario allevamento Italiano e la caparbietà di una cuoca che ha molto combattuto per poterlo riportare sulle nostre tavole. Di questa antica ricetta se ne parla nel libro stampato nel 1549 di Cristoforo da Messisbugo "Banchetti-composizione di vivande e apparecchio generale".

Altri due piatti rinascimentali ci sono stati proposti dallo Chef Athos Adalberto Migliari della Trattoria La Chiocciola di Portomaggiore che ben conosciamo ed apprezziamo; il più famoso è stato il Pasticcio alla Ferrarese, anch'esso presente nei banchetti degli Este. Pare che il pasticcio fu preparato per la prima volta nel 1528 da Cristoforo da Messisbugo per le nozze del Duca di Ferrara Ercole II d'Este con Renata, figlia del Re di Francia; Renata sembra che portò in Italia dalla Coté d'Or Borgognona il vitigno Fortana come dote di nozze del suo matrimonio (e naturalmente noi lo abbiamo degustato abbinandolo alla Salama da sugo cotta).

Dopo il pranzo abbiamo continuato la conoscenza degli Este visitando la vicina "Delizia Estense del Verginese"; originariamente Casale di campagna, fu trasformato in Residenza Ducale nel primo '500 da Alfonso I d'Este e donato a Laura Eustochia Dianti. La visita guidata ci ha portato anche nelle sale dove sono esposti i reperti e 5 steli del Sepolcreto dei Fadieni che documenta la scoperta di una piccola necropoli romana a pochi passi dalla delizia.

Grande interesse hanno suscitato queste steli appartenute alla stessa famiglia (cosa assai rara).

Poi una piccola passeggiata digestiva nel ricostruito giardino denominato Brolo ha concluso la nostra escursione nel tempo e nei luoghi degli Este.

Ernesto

9 marzo 2023 Circolo Bononia

Circolo Bononia

9 marzo 2023

La conviviale che ho organizzato per il mese di marzo certamente è stata all'insegna oltre che della buona cucina di un vero e proprio evento culturale; infatti il palazzo che ci ha ospitati, nel pieno centro di Bologna, è un pezzo importante dell'architettura bolognese.

Siamo riusciti ad accedere a Palazzo Bolognetti terminato nel 1551 e ora sede da oltre mezzo secolo del Circolo privato ed esclusivo Bononia; il Palazzo sorge all’ombra delle Due Torri, il simbolo petroniano nel mondo, a fianco del medioevale Palazzo della Mercanzia, dall’inconfondibile mole merlata dominata dalla trina marmorea della Loggia del Carrobbio. Bellissima e interessante la storia della famiglia Bolognetti che purtroppo fu decimata dalla distruzione nel 1484 a causa del crollo della contigua torre dei Dalle Perle che si rovesciò sugli edifici vicini abbattendoli. Della famiglia sopravvissero al disastro solo il giovane Ercole e i due cuginetti Giacomo e Lodovico, che continuarono la stirpe e ricostruirono il palazzo. Palazzo Bolognetti rappresenta un esempio abbastanza raro dell’architettura rinascimentale bolognese, caratterizzato soprattutto dalla ricchezza e dalla raffinatezza delle sculture e dei fregi architettonici in arenaria che ne decorano finemente le facciate e particolarmente gli interni: vestibolo, loggiato, cortile, scalone e atrio.

E' stato molto bello aggirarci nelle splendide sale prevalentemente con decorazione cinquecentesca con soffitti a cassettoni dipinti e slanciati camini, oppure con raffinate pitture grottesche.

L'inizio della nostra serata è stato dedicato ad un incontro molto interessante con lo Storico dell'Arte Prof. Daniele Guernelli che ci ha intrattenuto parlandoci di un tema molto inerente alla nostra attività: "La nascita dei Menù e la loro elaborazione grafica".

Abbiamo avuto il piacere di conoscere la Presidente del Circolo Bononia Dottoressa Rosanna Ghetti, storica dell'Arte, e prima donna a presiedere un Circolo privato prettamente maschile. La Presidente ci ha accolti molto calorosamente facendoci anche un breve racconto della storia del palazzo accompagnandoci poi nelle varie sale.

La ristorazione di questo Circolo è recentemente stata affidata al Team dello Chef Max Poggi che in questa location propone una cucina tradizionale bolognese ed infatti il nostro menù è stato all'insegna della bolognesità. L'amico Max, nonostante i suoi importanti impegni, ci ha fatto la sorpresa di passare per un saluto.

Durante la cena abbiamo festeggiato il compleanno di Rosella Bizzotto, Socia che vanta il maggior numero di anni di appartenenza alla nostra Associazione.

Ho poi presentato i 5 nuovi Soci di Bologna consegnando loro la tessera e il pin U.E.G.

La serata sentendo il parere di tutti è stata molto gradita.

Ernesto Amaducci

Alcuni esempi di Menù oggetto della Conferenza

Menù per il giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII - Città del Vaticano 1887

Roma 31 gennaio 1898

Menù per la cena data dai Savoia in onore del fratello dello Zar Nicola II - Roma 1899

Menù del pranzo organizzato per il Re d'Olanda Guglielmo III dal Kaiser Guglielmo I - Postdam 24 agosto 1878

Menù in stile Liberty - Roma 26 febbraio 1906

14 gennaio 2023 Ristorante Cuoco di Latta

Ristorante Piemontese

Cuoco di Latta - Bologna

Per iniziare le attività del 2023 del Consolato di Bologna, ho tenuto conto dei desideri di alcuni Soci e quindi siamo ritornati dopo un anno al Ristorante Cuoco di Latta dove lo Chef Alessandro Tavernier, piemontese Doc, ci ha proposto un pranzo a base di piatti della sua terra d'origine; i vini piemontesi abbinati ai piatti sono stati scelti con l'aiuto del Sommelier Gianluca che non perde occasione per dimostrare la sua competenza.

Naturalmente il menù non è stato lo stesso dell'anno scorso, ma profumava di Tartufo e Bagnacauda (piatto tipico richiesto dai Soci, che ci incuriosiva e poichè non è sul menù del Ristorante, Alessandro lo ha preparato apposta per noi).

Lo Chef ci ha fatto degustare un antipasto (oltre il menù concordato) che rappresenta una chicca tra i prodotti Agroalimentari tradizionali piemontesi: la Salciccia di Bra, che viene prodotta nella città del Roero utilizzando carne di bovino al posto dell’usuale carne suina ma, al contrario di altre rare salsicce simili presenti in Italia, si mangia prevalentemente cruda. La sua storia è singolare. Pare che l’uso di carne di bovino sia legato alla presenza nei secoli scorsi di una numerosa comunità ebraica, soprattutto nel vicino paese di Cherasco. Gli ebrei non potevano consumare carne suina per ragioni religiose e i norcini locali iniziarono a preparare con grande successo una salsiccia di bovino. Nel 1847, una Concessione regia di Casa Savoia, emanata da re Carlo Alberto, stabilì che i norcini della città di Bra fossero esentati dal divieto, valido invece nel resto del regno, di usare nella lavorazione della salsiccia carni alternative al suino. I tempi sono cambiati e ora la ricetta prevede che l’impasto sia costituito dal 70-80% di carne magra di vitello macinata finemente (di solito pance di vitello, copertine o altri tagli purché sgrassati) e per il 20-30% da grasso di maiale (pancetta). Anticamente anche il grasso era di bovino, ma la sua facile deperibilità gli ha fatto preferire, negli anni, quello suino. La pasta, che deve essere mantenuta morbida e umida, è insaccata in un budello di ovino, producendo una salsiccia dal diametro di 2/3 centimetri che normalmente è lunga circa un metro. Dal 2003 un consorzio riunisce i macellai di Bra che la producono.

La tanto voluta Bagnacauda è stata molto gradita da tutti i commensali. Nasce come piatto poverissimo di recupero e la ricetta del disciplinare dell'Astigiano prevede che vengano utilizzati i seguenti prodotti: 1 testa d'aglio a persona, 50 gr. d'olio, 50/60 gr. di acciughe e 1 tuorlo d'uovo a piacere che serve per restringere l'anello d'olio che si viene a creare e quindi fare una sorta di cremina. La cucina moderna ha alleggerito questo piatto passando l'aglio per 3 volte nel latte. Viene degustata intingendo nella cremina ottenuta verdure di stagione sia cotte che crude.

La conviviale ha riscontrato un bel successo (ma ne ero certo) e ci siamo riproposti di tornare in questo bel Ristorante per degustare altre specialità piemontesi.

Ringrazio Alessandro, Gianluca e le ragazze di sala per la loro professionalità, competenza e gentilezza.

Per finire la giornata in bellezza ho avuto il grande piacere dell'iscrizione alla nostra Associazione di ben 5 nuovi Soci che ringrazio.

Questo è stato il menù completo della giornata:

Antipasti

- Paté di Fegatini di cortile da una Ricetta della famiglia Mainelli del 1877

- Salsiccia di Bra

- Nuove Amicizie

(la Lumaca bolognese incontra la ventricina di Fracassa su focaccia e cipolla caramellata al Vermouth)

Primi

- Risotto al tartufo nero pregiato

- Ravioli del plin con crema di Parmigiano Reggiano e timo

Secondo

- Bagnacauda con le sue verdure

Dessert

-  Bunet con Amaretti, Cacao e Caffè

 

Vini in abbinamento

Roero Arneis San Vito DOCG 2021

Azienda Daniele Pelassa - Montà d'Alba (CN)

Timorasso Marin DOC 2019

Azienda Fontanassa - Gavi (AL)

Bramaterra Colline Novaresi DOC 2018

Azienda Anzivino - Gattinara (VC)

Barolo Chinato

Azienda Rovero - Asti

26 novembre 2022 Ristorante San Domenico - Imola

Conviviale al Ristorante San Domenico di Imola

E' stato un incontro "stellato" al Ristorante San Domenico di Imola quello del mese di novembre che ha rappresentato anche una sorta di conviviale degli Auguri.

Abbiamo concluso l'anno Gourmet in un locale di classe della nostra zona e ricco di storia:

il 7 marzo 1970 Gianluigi Morini aprì a Imola il Ristorante San Domenico, introducendo, per la prima volta nella ristorazione italiana, quella idea di "cucina di casa" che lo aveva da sempre affascinato durante lunghi anni di ricerche e di letture. Fino a quel momento questo tipo di cucina era stato patrimonio di pochissime grandi famiglie italiane nelle quali solo un cuoco professionista aveva la responsabilità delle cucine. A distanza di tempo quel progetto continua: Massimiliano Mascia ne rappresenta la terza generazione. Da anni affianca lo zio, lo chef Valentino Marcattilii, nell'organizzazione e nella gestione della cucina, così come per ben sette anni, all'apertura del Ristorante, Valentino aveva fatto a fianco di Nino Bergese, "Cuoco dei Re e Re dei Cuochi", consigliato a Morini da Luigi Veronelli. Oggi Massimiliano garantisce la continuità dello stile "San Domenico", una perfetta filosofia fatta di rigoroso impegno a innovare e ad esaltare la tradizione gastronomica italiana nel segno, sempre, della massima eleganza e del fornire all'ospite la rara emozione di sperimentare il fascino colto, raffinato e borghese dello stare a tavola.

Prima di degustare un menù all'insegna della loro rinomata cucina, siamo scesi nella prestigiosa cantina (che lascia sempre stupiti sia per la struttura che per la quantità di etichette conservate e di ottimo pregio): è un insieme di locali per 500 mq di superficie, tutti agibili e collegati tra di loro.

In questo contesto un pò magico abbiamo fatto un brindisi con bollicine francesi (Mademoiselle Marguerite Brut Blanquette de Limoux) e apprezzato gli stuzzichini per l'aperitivo che erano stati preparati per noi.

Risaliti nella sala del Ristorante a noi riservata e addobbata finemente con decorazioni natalizie, ci è stato servito il seguente menù scelto insieme allo Chef Massimiliano Mascia:

Antipasti

- Filetto di Baccalà in oliocottura emulsione di patata, polvere di peperone crusco

- Mazzancolle e Goletta crema di borlotti al rosmarino

Primo

- Uovo in Raviolo “San Domenico” con burro di malga, parmigiano dolce e tartufi di stagione

Secondo

- Controfiletto di vitello arrostito funghi e cavolo nero allo scalogno di Romagna

Dessert

- La piccola pasticceria

- Barretta al caffè, pralinato alle arachidi salate e gelato alla fava tonka

Vini in abbinamento

Riesling Quartiz 2021 - Az. Kruger Rumpf - Munster Sarmshein (Germania)

Valpolicella Capitel Nicalò 2019 - Az. Agr. Tedeschi - Pedemonte (VR)

Vermouth Numero Uno - Cantina Raìna - Montefalco (PG)

18 ottobre 2022 Degustazione Formaggi

DEGUSTAZIONE GUIDATA DI FORMAGGI

DI LATTE DI CAPRA E LATTE VACCINO

A CURA DELL'ESPERTO ROBERTO GUERMANDI

L'incontro del 18 ottobre è stato un pò diverso dai soliti; abbiamo avuto il piacere di reincontrare il Signor Roberto Guermandi che ha vinto il premio come miglior Formaggiaio d'Italia 2022 al concorso indetto dalla "Guilde Internationale des Fromagers - Confrérie de Saint Uguzon".

Ci ha raccontato della sua bella esperienza e abbiamo degustato una piccola selezione di formaggi (principalmente di capra per far contento il nostro colesterolo) abbinati ai vini scelti insieme a noi dal Signor Gianni Gentile proprietario dell'Enoteca dei SAGGI di San Lazzaro di Savena che ci ha proposto anche qualche piccolo intermezzo gastronomico.

All'incontro era presente anche il nostro Professore ed Amico Pierluigi Nanni che ha dato un valore aggiunto alla degustazione dei vini data la sua consolidata esperienza e sapienza in materia.

Formaggi in degustazione

- Robiola di Roccaverano Dop
- Toma di capra di Langa
- Formaggio di Capra Sardo di 5/6 mesi
- Olavidia Formaggio di Capra tenero spagnolo miglior formaggio del mondo 2022

- qualche piccolo intermezzo gastronomico

- Salva Cremasco dop di 180 gg
- Conzato Calitrano affinato in anfora dell'Irpinia

- e uno Stilton dop inglese per chiudere ....

Vini abbinati

Muller Thurgau Fuori Standard - Az. Agr. Rudi Vindimian - Lavis (TN)

Malvasia dei Colli Piacentini 2020 - Az. Agr. La Tosa - Vigolzone (PC)

Vernatsch Mensen 2019 - Cantina Colterenzio - Appiano (BZ)

Ramos Pinto Adriano Reserva - Az. Adriano Ramos Pinto Vila Nova de Gaia - Portugal

Alcune informazioni sui formaggi degustati:

ROBIOLA DI ROCCAVERANO

Prodotta dall' Azienda Agricola Stutz a Mombaldone nelle Langhe Astigiane con il latte del proprio gregge di capre e affinata per circa 2 settimane. Si presenta con una crosta rugosa e riflessi rosati. La pasta è leggermente compatta e bianca. Sapore con note di latte, erbe aromatiche, mandorla. In bocca è elegante e persistente. Stagionatura di almeno 15 giorni. L' Azienda è una realtà a conduzione famigliare caratterizzata dall'amore per la natura e per i suoi prodotti. Visitando la loro azienda si respira aria pulita e uno spirito di innovazione, apportato soprattutto dai figli Jerome e Ramon. Stultz è uno dei pochi produttori ad aderire al disciplinare Slow Food della Robiola di Roccaverano. Questa diviene Presidio nella stagione del pascolo, e quindi da marzo-aprile a ottobre-novembre, rigorosamente ottenuta con latte crudo caprino da capre di razza Camosciata e razza autoctona Capra di Roccaverano. Si può abbinare a confetture, miele e mostarda.

TOMA DI CAPRA

Prodotta dal Caseificio dell' Alta Langa a Bosia (CN) con latte caprino pastorizzato, sale, caglio. Può contenere tracce di latte vaccino. Formaggio stagionato a pasta morbida, con crosta non edibile, peso 2 kg. circa, di forma cilindrica del diametro di 16 cm. e altezza di 10 cm. Il prodotto rispetta la normativa vigente nazionale ed UE. Viene confezionato avvolto in un involucro di alluminio riportante tutte le diciture di legge e la data di scadenza (circa 60 giorni dal confezionamento).

CAPRIDOR EXTRA

Prodotto da Argiolas Formaggi con latte di capra a pasta semidura compatta, cruda, bianchissima lievemente occhiata non elastica dal gusto aromatico non piccante. Prodotto con una selezione accurata di latte intero di Capra raccolto in Sardegna, sale, caglio, fermenti lattici. Crosta non edibile. Viene stagionato min. 120, max 180 giorni. Conservazione 150 giorni per la forma intera di circa 4 kg. e 85 giorni per il prodotto porzionato da 100 - 200 gr.).

OLAVIDIA

Formaggio di Capra tenero spagnolo prodotto da Quesos & Besos Artesanos De Sierra Morena è risultato miglior formaggio del mondo 2022. E' la più antica forma di fermentazione; fatto con i batteri lattici presenti nel latte. Questo tipo di batteri agisce sul lattosio (zucchero del latte) e lo degrada ad acido lattico. In questi formaggi la sgocciolatura (la perdita di parte del siero contenuto nel latte) avviene spontaneamente. Prodotto con latte di capra a pastorizzazione lenta con una coagulazione lattica maturata con muffe e carbone e con un formato di 250-300 grammi. Ha una maturazione dai 15 ai 20 giorni. Questo tipo di formaggio ha un odore molto forte, come di "piedi" ma che non compare in bocca.

SALVA CREMASCO DOP

Per la realizzazione del tipico formaggio Salva Cremasco DOP è necessario utilizzare latte di vacca intero proveniente da Aziende Agricole certificate. Dalla fase di coagulazione, a circa 32/40 ° C, si passa alla lavorazione della cagliata, alla messa in stampi per ottenere le tipiche forme quadrate a parallelepipedo che lo caratterizzano. Dopo una stufatura di 8/16 ore e la successiva salatura, sono messe in stagionatura per minimo 75 giornio (può essere stagionato anche per 8/12 mesi). E' un formaggio molle da tavola a pasta cruda e crosta lavata, che può anche essere aromatizzata con erbe o vinacce. Durante la stagionatura le forme vengono trattate con un panno imbevuto di acqua e sale, girate, a volte oliate e spazzolate; per i trattamenti della crosta sono ammessi solo olio alimentare ed erbe aromatiche.

CONZATO CALITRANO

Formaggio a pasta dura dalla lenta maturazione è prodotto con latte proveniente da animali la cui alimentazione è costituita prevalentemente da foraggi della zona d'origine. Dopo la formatura, la maturazione si protrae per almeno 70 giorni, per poi essere massaggiato su tutti i lati della forma con una concia costituita da olio extravergine di oliva, spezie ed erbe di montagna. Successivamente viene adagiato in anfore di terracotta calitrana, sigillate, nelle quali affina per almeno 2 mesi prima di essere posto in commercio.

BLU STILTON

Formaggio erborinato, uno dei pochi inglesi a denominazione di origine protetta, prodotto con latte vaccino pastorizzato. Presenta una crosta naturale, dura, screpolata di color grigio bruno. La pasta, di colore ambra pallido con venature blu uniformi, è compatta e cremosa, abbastanza friabile. Al palato la pasta è liscia e quasi burrosa, con un sapore rotondo, maturo, ricco e piccante e stagionato per almeno 2 mesi. Prodotto in Inghilterra da Cropwell Bishop Creamery a Nottingham. Solo 6 caseifici nelle tre regioni del Derbyshire, Leicestershire e Nottinghamshire, sono autorizzati a produrre lo Stilton, secondo le regole previste dal disciplinare. Occorrono 78 litri di latte per produrre una forma da 8 kg. Formaggio da tavola, è perfetto anche nelle insalate, spalmato su cuori di sedano o altre verdure crude, nella Jacket Potato al posto del burro o sulla pizza. Delizioso in abbinamento ad un sake ricco e dalle note di umami.

19 giugno 2022 Cavalese e Val di Cembra

Cavalese e Val di Cembra in Trentino

La gita sta per finire....

19 giugno 2022 - la nostra gita che doveva essere di un giorno, poi diventata di due e infine di tre sta finendo... abbiamo iniziato con una bella passeggiata in una Cavalese semideserta visto l'orario mattutino; abbiamo apprezzato lo splendido parco arricchito da alberi di tiglio secolari ove svetta il campanile della pregevole Pieve gotica di Santa Maria Assunta da sempre considerata dagli abitanti della zona un simbolo della Val di Fiemme.

Lungo un percorso che affianca un ruscello, motore per tanti anni della vecchia segheria, siamo arrivati nel centro di Cavalese dove domina la torre dell'orologio simbolo del paese affiancata dal bel palazzo affrescato della Magnifica Comunità.

Poi riprese le nostre auto ci siamo soffermati alla vecchia segheria anche per una foto di gruppo e quindi ci siamo diretti in Val di Cembra dove come prima sosta non poteva mancare una degustazione alla Cantina della famiglia Zanotelli di un Muller Thurgau della zona.

Il Ristorante scelto per il pranzo per chiudere degnamente questa piccola vacanza è stato il Cà dei Volti del giovane Chef Guglielmo Baron che ha avuto il coraggio di aprirlo lo scorso anno in piena pandemia; i piatti che abbiamo degustato in questa bella e moderna location in un antico palazzo del centro storico di Cembra sono stati i seguenti:

- Piselli, ricotta, olive e limone

- Trota affumicata, peperoni, aglio orsino e 708 km. bianco

-Tagliatelle con ragù di anatra, timo e riduzione di lupinus

- Pollo vegetariano, carota, sedano e BBQ

- Rabarbaro, timo e yogurt

Vini in abbinamento:

- Ferro - Simoni

- 708 Km. Bianco - Cembrani D.O.C.

- 708 Km. Rosso - Cembrani D.O.C.

Sentendo i commenti positivi di tutti i partecipanti, volendo fare un bilancio di questi giorni, penso di non poter fare altro di dire che abbiamo avuto delle belle esperienze (in particolar modo enologiche) e soprattutto grazie all'atmosfera amicale del gruppo che si è riproposto di effettuare in futuro altre esperienze di questo tipo.

Ernesto Amaducci